Draghi punta sugli Istituti Tecnici Superiori

Nel programma del nuovo Presidente del Consiglio il potenziamento degli ITS

Il Recovery Fund riserverà agli ITS un finanziamento di 1,5 miliardi di euro, 20 volte il finanziamento di un anno normale pre-pandemia. Gli ITS sono, per il ministro dell'Istruzione Bianchi, la prima riforma da fare nel sistema scuola

Gli ITS diventano finalmente uno dei pilastri educativi sul quale gettare le basi per costruire la ripartenza dell'Istruzione. Per la prima volta gli Istituti Tecnici Superiori entrano nel discorso programmatico portato da un premier in Parlamento alla voce Scuola. Secondo il nuovo presidente del consiglio, gli ITS sono un pilastro educativo, seguendo l'esempio di Germania e Francia. Nel Recovery Fund Mario Draghi riserva un finanziamento 20 volte quanto previsto in un anno normale pre-pandemia: 1,5 miliardi di euro: "Senza innovare l’attuale organizzazione di queste scuole - afferma Draghi - rischiamo che quelle risorse vengano sprecate".

Giuseppe Conte aveva riservato agli ITS un miliardo e mezzo nel Recovery Plan e Draghi lo ha confermato in Senato, in accordo con il neoministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi. La prima riforma da fare, secondo il successore del ministro Azzolina, è "quella dell'istruzione tecnica, dagli istituti professionali agli Its di cui dobbiamo ridisegnare i percorsi. Ma io sogno per i ragazzi un percorso scolastico che parte dai tre anni e arriva fino alla fine della laurea triennale, perché solo così colmeremo il gap per i giovani del nostro Paese".

“Non possiamo accontentarci di tornare alla situazione precedente, ma diviene ormai indifferibile avviare una vera fase costituente per la scuola - ha dichiarato in questi giorni il Ministro Bianchi -per aprire una nuova stagione in cui la scuola torni a essere, o meglio divenga, il motore di una crescita di un paese che da troppo tempo è bloccato”.

Il nuovo ministro dell'Istruzione del governo Draghi aveva già esposto le sue idee di di riforma della scuola in un saggio edito da Il Mulino, uscito a ottobre scorso, dal titolo "Nello specchio della scuola". Il testo evidenzia la necessità dell’istruzione di formare lavoratori qualificati ed esseri umani capaci di coltivare la propria indole in senso civile, intellettuale e spirituale, concentrandosi poi sul nesso tra sviluppo, capitale umano e crescita economica, in un’epoca in cui la competizione internazionale si gioca proprio sul capitale umano, evidenziando come rafforzare l’istruzione sarebbe stato di enorme aiuto a uscire dall’emergenza pandemica.

Secondo Bianchi, occorre portare gli iscritti agli ITS dagli attuali 15mila a oltre 150mila in 5 anni e una riformulazione del rapporto tra stato e regioni, attenta alle effettive capacità e disponibilità locali per costruire una rete nazionale di formazione. Le prossime riforme che a breve potrebbero interessare la scuola, passando per il superamento dell'emergenza covid-19, potrebbero riguardare il rilancio dell'autonomia scolastica, la rimodulazione delle materie e la riforma dei curricoli, e l'adozione di un modello tedesco con un percorso professionalizzante, che parta dalla prima qualifica a 16 anni fino al sistema postsecondario/terziario degli Istituti Tecnici Superiori (ITS).