Verso un piano d’azione comune per la salvaguardia dei muretti a secco

A Ravello il seminario di studio sull’Arte dei muretti a secco
07/03/2019

Verso un piano d’azione comune per la salvaguardia dei muretti a secco

Sabato 9 marzo a Ravello (SA) una interessante giornata di studio sul tema dell’Arte dei Muretti a Secco dichiarata nel novembre scorso dall’UNESCO patrimonio immateriale.

Nell’ambito del progetto Benessere Giovani Ravello – Focus, l’incontro è stato organizzato da: Comune di Ravello, Fondazione ITS BACT, Centro Europeo per i Beni Culturali, Fondazione Ravello e Associazione giovanile Oscar Niemeyer, in collaborazione con la Regione Campania e Ordine degli Ingegneri di Salerno e con il patrocinio dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli.

Il tema è strettamente appartenente alla Costiera Amalfitana per quella relazione di adattamento tra uomo e ambiente che contraddistingue il paesaggio della Costriera, per questo nel 1997 inserita dall’Unesco nella lista dei Beni Patrimonio dell’Umanità.

I muretti a secco quindi sapienza tangibile ma anche cultura di vita e di cura della natura e del territorio. La necessità di coinvolgere nelle azioni di tutela e valorizzazione tutti i soggetti locali è stata sottolineata negli interventi di Francesco Caruso, già ambasciatore italiano all’UNESCO, e dal presidente del Centro Universitario Europeo sui Beni Culturali Alfonso Andria.

Le opportunità per l’occupazione giovanile evidenziate dal presidente della Fondazione ITS BACT Aniello Di Vuolo, la volontà di supporto della Regione Campania, da Filippo Diasco, Direttore Generale Politiche Agricole e Forestali della Regione Campania, e da Giuseppe Pagliarulo responsabile proprio dell’iniziativa Benessere Giovani.

Significativa la presenza delle istituzioni locali, tra cui il Comune di Ravello, e le testimonianze di Ermanno Guerra della Fondazione Ravello e di Secondo Amalfitano direttore di Villa Rufolo. Gli aspetti storici tecnologici geologici sottolineati da Michele Brigante presidente Ordine degli Ingegneri di Salerno, Maria Rosaria Villani della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio della Federico II, Giovanni Villani della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio delle Provincia di Salerno e Avellino.

Coinvolti sulle tecniche specifiche Pamela Larocca Plakaud architetture con una proposta GIS per i muretti a secco, Giuseppe Oliviero vicepresidente nazionale CNA che auspica un piano nazionale dell’artigianato per una economia di cura del patrimonio e Massimo Stoffella rappresentante della Scuola Trentina della Pietra a Secco, una significativa realtà riconosciuta a livello internazionale da cui giunge l’invito a fare rete.

Rapporto tra tipicità locali, e tra tutela dei prodotti e tutela del territorio secondo Carmine Maisto e Giovanni Gentile presidenti degli Ordini degli Agronomi di Salerno e di Napoli, seguiti da Alfredo Nicastri che ha presentato la preziosa attività educativa presso l’ITT Marini – Gioia di Amalfi (SA), e Tropiano di Coldiretti e Di Sarno di Agrocepi  i quali hanno sottolineato il ruolo dell’agricoltura come azione continua di manutenzione del terreno.

Un dibattito ricco di contributi e di eterogeneità, espressione della complessa rete di conoscenze e di riflessioni, sintetizzate da Maurizio Di Stefano, presidente emerito di Icomos, a partire dall’inquadramento delle linee guida UNESCO, volte alla consapevolezza della comunità locale, affidataria, nella sua continuità culturale e sociale, del patrimonio immateriale, per concludere con la formulazione delle prime linee di indirizzo per un Piano d’Azione comune. per la tutela dei paesaggi culturali e la valorizzazione dell’Arte del Muretto a Secco.

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